Pensiero del 1995
Purtroppo non trovo più l'originale, ma cercherò di riassumerne il contenuto e le motivazioni
che animarono la voglia di farmi sentire.
La voglia di esprimere tutto quanto avevo in testa era li latente e aspettava solo un invito
formale, che si materializzò in una domenica come tante altre.
Una domenica passata su un pista di motocross, una giornata da spettatore.
Infatti pieno di entusiasmo decisi di partire alla volta di Castiglion del Lago per assistere
alla prova di Europeo 250.
Nei mesi precedenti l'evento, la rivista lo aveva pubblicizzato alla grande
(come peraltro a sempre fatto con tutte le manifestazioni importati), incentivando il pubblico
con una proposta sconto per tutti coloro che si fossero presentati al botteghino con il
tagliando (compilato di dati anagrafici) presente all'interno di motocross.
Tagliando che sarebbe servito anche per una estrazione a premi, sempre promossa dalla rivista.
La mattina di quella domenica mi presento entusiasta al botteghino con il tagliando pronto allo
sconto, ma di tutta risposta ricevo una grassa risata e relativa frase: "non sappiamo di cosa
si tratta, non c'è nessuno sconto".
Beh! Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso. Fu lo spunto che mi portò a scrivere
al direttore Ruggero Upiglio, e non solo per denunciare la mini truffa, ma anche e soprattutto
per esprimere una mia personale risposta agli interrogativi che in quel tempo l'ambiente si
poneva al fine di trovare una soluzione alla poca popolarità del motocross.
Quanto accaduto era infatti per me la più semplice ed evidente di come anche le cose più
stupide non riescano a funzionare in questo sport.
Piccole e grandi disfunzioni che radicano le basi nella poca voglia e passione in chi si fa
anima di questo sport.
La mia azione non era mirata ad aver riconosciuto lo sconto, ma volta a sottolineare come
atteggiamenti del genere danneggino non solo l'immagine dell'organizzatore ma di tutto
l'ambiente.
Le manifestazioni sportive di alto livello dovrebbero essere la pubblicità per tutta
l'attività, ed errori del genere si riflettono ampliati su tutto il settore.
Pensate, se quel giorno al botteghino mi fossi presentato con qualcuno di esterno,
cosa avrebbe pensato ? Beh alla meglio: "...alla faccia della serietà, e meno male che questa
è una gara importante...."
Ma soprattutto pensai che una mancanza del genere avrebbe dovuto far avanzare rimostranze dalla
rivista. La figuraccia era a metà. E soprattutto se la cosa è stata fatta anche ad altri, vuol dire che
qualcuno ha fregato qualcun altro
Invece, notai una certa diffidenza mi chiese dettagli anagrafici e controllò se effettivamente
avevo consegnato il tagliando. Fortunatamente si trovò, e a quel punto pensai:
"ora vediamo la risposta ".
Non ci fu molta replica, ma misteriosamente e fortunatamente venni estratto nel concorso e
vinsi un "bel cappellino".
Ma questa non era la risposta che avrei voluto. Già all'epoca non ero più uno sbarbatello,
e avrei preferito delle scuse.