
"Mi sentivo e mi sento un po come Don Chizzotte, che lotta contro i mulini a vento".
Mi chiamo Mauro Marica e scrivo da Roma, già in passato ci siamo incrociati (epistolarmente) argomentando su la difficoltà che il nostro sport trova a collocarsi nel panorama nazionale, ma a questo punto mi sento di dire anche nel panorama internazionale. Sono passati ormai diversi anni da quando le ho inviato quelle mie prime considerazioni e mi ero ripromesso di non ripetermi anche perché consapevole che quanto da me espresso sinteticamente non riscontrava interesse o la giusta interpretazione. Dopo aver tentato con la vostra rivista, ho pensato bene di passare oltre e mi sono prodigato in un porta a porta, inviando, a circa 40 motoclubs in tutta Italia, a Fmi e a Uisp le mie considerazioni nella speranza di incontrare una qualche minima reazione che portasse a un confronto. Ma forse all'epoca i miei discorsi suonavano anomali e poco reali. Dicevo che mi ero ripromesso di lasciar perdere, ma mi creda la passione per questo sport e quanto sta succedendo mi fa tornare la voglia di un confronto. Questo malessere mi porta a ripetermi in un'azione forse sterile. Ma non voglio mollare. E "purtroppo" per lei mi sento di avere come punto di riferimento, per le mie elucubrazioni la sua rivista. Forse è tempo di focalizzare l'attenzione su alcuni aspetti da troppo tempo sopravvalutati e soprattutto relazionati al nostro sport in maniera errata. La invito ad andare a rileggere quanto da me scritto e forse adesso quelle mie considerazioni potrebbero essere meglio interpretate............. Cerco di esporre il mio punto di vista, facendo una rapida analisi che attraversa il motocross, Dorna e Fmi. Mi ero anche ripromesso di aspettare il Nazioni prima di inviarle quanto segue, consapevole che avrei avuto nuovi fatti a mio favore. Ma devo dire che quanto successo è andato oltre le mie aspettative. Cercherò di andare per ordine, lasciando però a lei le ulteriori riflessioni collaterali. Il motocross: In questa sede non è mia intenzione analizzare l'aspetto più puramente sportivo ma cercare di soffermarmi sull'aspetto strettamente commerciale in riferimento allo stato di salute generale. L'errore, a mio avviso, che Action Group prima e Dorna dopo, hanno e continuano a commettere è relazionare il motocross ad altre discipline motoristiche come F1 o MotoGp, cercando in esse un riferimento gestionale. Saltando tutti quegli aspetti più evidenti, o strettamente legati alla differenza di notorietà dovuta anche al diverso bagaglio storico di queste discipline, la prego di fare uno sforzo e seguirmi nel mio discorso. Nel motocross tutto quanto prodotto dal settore non rappresenta una sperimentazione da applicare su una lontana produzione di serie non specifica (vedi F1), ma rappresenta soprattutto una produzione di materiale da competizione per una commercializzazione di serie a larga scala. Il motocross (e tutto il settore delle competizioni di fuoristrada) vende i sui prodotti tecnici ad appassionati praticanti. Per intenderci: la F1 di Schumacher non è un prodotto di serie acquistabile per pratica sportiva, mentre la moto di Mc Grath si. Il motocross è quindi un "prodotto/sport" tecnico, di nicchia destinato a un ben definito pubblico. E qui si incastra un'altra importante differenza: il motocross vive grazie ai suoi appassionati praticanti, e quando uso la parola motocross la uso come contenitore di tutti quei produttori, negozianti, motoclub etc che con esso hanno modo di esistere e vivere. Il motocross è uno sport, ma anche un settore commerciale ben definito. Così una gara di motocross rappresenta si le gesta atletiche dei piloti, ma soprattutto rappresenta esattamente tutto un settore commerciale, senza veli o facciate di circostanza. Non è un messaggio subliminale che cerca di venderti di tutto (sigarette, scarpe, telefonia etc.). Nel motocross (fuoristrada) sono le moto e tutto il materiale tecnico il fulcro delle vendite. Quanto mostrato in pista è tutta "merce" che puoi comprare dal tuo negoziante. Attenzione queste mie riflessioni sono già state fatte in USA tanto che ormai da anni, sono state abolite le moto prototipo, a favore di moto Special basate sulla serie che tutti possono comprare. Fate voi le ulteriori riflessioni commerciali. Il motocross è evidentemente un settore troppo tecnico per poter (per il momento) attirare massa di spettatori adatti per il così detto merchandising e quindi appetibili a marchi extra settore. Provi ora ad individuare quali sono le possibili strade da percorrere per ottenere maggiore notorietà ? E guardi che a me ne vengono in mente tante (mi riservo di tornarci in altro momento). Qui nasce l'esigenza di una rapida considerazione sul Mondiale di Motocross. Io sono un romantico e penso ancora che lo sport è fatto da uomini nati con un dono e che grazie ad esso riescono in imprese uniche. Ma la realtà dei tempi contemporanei mi insegna anche che una manifestazione di una gara mondiale è si la più alta espressione di un sport, ma anche e soprattutto il viatico fondamentale per la diffusione dello stesso come settore commerciale e quindi come vetrina per i prodotti da commercializzare. Nulla di contrario fino a che però gli interessi economici non diventano il fattore primario, uccidendo la parte umana di uno sport (vedi calcio). Un mondiale (e nel nostro sport come in nessun altro) si basa sul potenziale cliente che altro non è che l'appassionato praticante. Siamo noi che facciamo Mondiale una gara di Motocross e non i piloti, ne i team ne tantomeno Dorna o Action Group o Fim o Fmi. Il mondiale è tale grazie a noi appassionati: se un pilota può fare ciò che ama guadagnando, lo deve a tutti quegli appassionati che ogni domenica fanno ciò che amano pagando. Pagando le moto, pagando le gare, pagando le licenze, pagando il casco i guanti e tutto il necessario. (riesco a spiegarmi?). Ma soprattutto tra il pilota professionista e l'appassionato ci sono tutti coloro che in realtà ne traggono il maggiore interesse: organizzatori, produttori di moto, abbigliamento, supporti tecnici etc.. Tutto questo discorso per ricordare a tutti che in uno sport come il nostro il fulcro di tutta la storia è il "comune" appassionato, ed è da qui che si dovrebbe partire. Dorna: Dorna e Federazioni varie sembra non aver minimamente considerato questi aspetti, e soprattutto non considerano l'appassionato come elemento fondamentale per l'esistenza di tutto il baraccone, ma semplicemente come frutto da spremere senza pudore. Con Dorna questa situazione si è estremizzata coinvolgendo anche gli organizzatori, che da imprenditori del settore sono diventati clienti. Per spiegarmi meglio cerco di fare il mio punto sull'atteggiamento di Dorna. La Dorna è un'impresa commerciale e come tutte le imprese commerciali ha come fine l'utile. Lo scopo primario di Dorna è pertanto l'ottimizzazione dei ricavi in relazione ai costi. Dorna ha comprato una merce (Mondiale di Motocross) e ora cerca di rivenderla al prezzo più alto possibile. Tutti gli interventi fatti sono a mio avviso mirati solo apparentemente ad un miglioramento pro motocross, ma in realtà sono atteggiamenti attuati per accrescere il valore della merce, e nello specifico di ogni singola gara. Esempio: raggruppando le classi, Dorna ha applicato al settore motocross una delle più antiche regole di mercato, la più semplice, quella che ottiene "risultati migliori" a breve termine (per le proprie tasche): diminuire l'offerta rispetto alla domanda. Mi spiego meglio: quando la domanda è più alta dell'offerta, i prezzi salgono. Es. Dieci organizzatori vorrebbero gestire una gara di mondiale, ma la gara disponibile è una l'anno, che succede ? Semplice si apre l'asta al migliore offerente, o peggio ancora l'offerente impone il prezzo. Ora rapportate il tutto a sponsor, team, organizzatori etc. Il risultato per Dorna è sicuramente buono, ma per tutti gli altri interessati è devastante, con le conseguenze che tutti conosciamo: malumore generale che passa dall'organizzatore e arriva fino al più incolpevole appassionato e il tutto perchè i costi sono arrivati alle stelle. La cosa peggiore è che in realtà il danno, di un atteggiamento simile, è ben più vasto ed ha aspetti non solo economici ma anche sportivi e il perseguire su questa strada potrebbe portare ha una involuzione di tutto il settore. Il caro costo che un organizzatore dovrà sostenere per la singola prova mondiale, senza una effettiva garanzia di guadagno, potrebbe portare alla rinuncia e alla possibile cancellazione di importati nazioni dal calendario di un torneo, che sarà sempre meno mondiale. Ora la mia domanda è: quale pilota o team avrà interesse a correre un a manifestazione di importanza mediocre e dai costi elevati se non impossibili ? Quale casa costruttrice avrà interesse e voglia di impegnarsi economicamente in un torneo che non ha ritorno economico ? Guardi che questo che sto dicendo non è fantasia. Il declino è già iniziato: i piloti più forti per motivi economici e sportivi sono e stanno emigrando verso gli USA. Il vero motocross (due manche) con i confronti più importati è negli Usa, stesso discorso per molti sponsor che trovano più remunerativi gli investimenti oltre oceano, e nazioni storiche come l'Inghilterra (vi ricordo che il motocross è nato qui) che ha dato forfait, sembra che nel 2003 ci sia nuovamente, staremo a vedere. Inoltre si rischia un ulteriore spostamento del baricentro economico di questo sport verso alti tornei (vedi USA), con conseguente impoverimento di tutto il settore in Europa. Il che si traduce in meno soldi per tutti gli operatori del settore. Attenzione che questa situazione, come già da voi sottolineato, è stata già percepita degli organizzatori USA che di fatto hanno colto la palla al balzo e quest'anno hanno organizzato il primo NAZIONI americano (Vedi Glen Helen). Si soffermi inoltre sull'aspetto più squisitamente agonistico: per anni gli Europei hanno rincorso i cugini Americani e negli anni novanta li avevano raggiunti e superati alla fine del decennio. Beh credo proprio che da oggi in poi se vogliamo cercare qualche Europeo all'altezza, bisognerà cercare tra chi ha accettato la sfida e le regole Americane. Mi dispiace ma non riesco a vedere nell'attuale politica Dorna un futuro positivo. Sono troppi gli aspetti trascurati e gli errori (anche manageriali) commessi. Riusce a darmi spunti per poter colmare i miei dubbi? Federazione Internazionale e Federazione Italiana: Auitatemi a capire ! Se è vero che FIM si è autorizzata a vendere i diritti TV e di gestione del mondiale MX è anche vero che tutte le federazioni nazionali, e quindi FMI, quali affiliate hanno supportato l'operazione traendone a loro volta i dovuti guadagni. Mi sbaglio ? Se così è, è quindi giusto sostenere che FIM/FMI vendendo i diritti organizzativi e televisivi a Dorna, si sono volutamente tirate fuori da tutti quei problemi gestionali e di divulgazione che era loro proprio obbligo nei confronti di tutti i loro tesserati (noi), traendone peraltro (difficilmente posso credere che siano stati obbligati o defraudati) sicuramente il massimo profitto (non voglio entrare in questo aspetto, fatelo voi per me). Ma soprattutto e giusto sostenere che, dando in appalto tutta la gestione a terzi dell'evento mondiale si sia dato in gestione anche il mezzo migliore per la divulgazione del motocross stesso. Ma soprattutto FIM/FMI sembrano aver perso il controllo sulla più importante risorsa del settore. A questo punto mi nascono spontanee alcune domande: Quale è la figura di FIM/FMI ? Perché una volta deciso di appaltare la gestione e l'immagine del settore non si sono pretese garanzie a tutela dello sviluppo di tutta l'attività ? Perché non si è pensato a garantire chi di questo sport vive ? Domande portano ad altre domande........e pensando a FMI mi viene spontaneo chiedermi: Perché è l'unico gestore del settore ? Perché praticamente lavora in monopolio ? UISP è un'alternativa possibile e in crescendo (e faccio il tifo per loro), ma conoscete bene quali sono i limiti attuali. Uno su tutti, non tutte le piste di mx sono affiliate UISP e pertanto molti circuiti per gli allenamenti accettano solo tesserati FMI (almeno questo è quello che mi sento rispondere dagli organizzatori stessi). Perché io pilota devo essere costretto a tesserarmi FMI per poter praticare questo sport ? Quali sono i compiti effettivi che dovrebbe avere FMI ? Definite le mansioni di FMI, sono esse applicate in modo corretto ? I doveri nei confronti di FMI di tutti coloro che vogliono praticare o organizzare questo sport sono ben chiari, ma quali sono i doveri di FMI nei confronti dei propri tesserati (finanziatori) ? Il rapporto tra FMI e i suoi affiliati è quindi bilaterale ? C'è un effettivo ritorno dall'aderire a FMI, o è solo un obbligo che scaturisce dall'essere (stato) unico organo di gestione ? Una cosa però mi è ben chiara: FMI/FIM esistono grazie a noi (motociclisti appassionati). So di ripetere un concetto già espresso, ma che guarda caso è valido anche per FMI/FIM. In tutti i settori commerciali tutto gira intorno a chi paga, e solo nel nostro sport questo concetto e stravolto. Permettetemi, ma credo che l'operato FMI/FIM sia labile, statico e poco proteso verso quello che credo sia il suo principale compito: la divulgazione e tutela di tutti gli sports motoristici e dei suoi relativi praticanti. E la scelta di Dorna come partner denota molti limiti. A mio avviso chi detiene la gestione di un settore come il motocross dovrebbe farsi carico anche delle responsabilità di chi nel settore lavora e vive. Dovrebbe analizzare tutti i problemi che ne vincolano lo sviluppo, migliorarne la fruibilità, al fine quindi di aumentarne il numero di praticanti e di spettatori, garantendo quindi futuro economico . Quindi tutelare i club che garantiscono un'attività territoriale, migliorali e dargli supporto nei momenti di crisi. Cerco di spiegarmi meglio con esempio. Quando una pista di motocross (per quanto piccola) chiude per problemi economici o politici (sfratto o blocco dell'attività da parte del comune per motivi vari), FMI dovrebbe intervenire con tutto il suo peso politico e economico per evitare che ciò accada. Vi ricordo che ci sono state piste che hanno chiuso per far posto a discariche. Ogni qualvolta una pista chiude la FMI ha fallito nel suo primario obbiettivo, senza i dovuti luoghi per la pratica uno sport non può esistere e figuriamoci se riesce a svilupparsi. Così come fallisce ogni volta che un appassionato si allontana sconsolato dai mille attuali problemi. Esempio pratico: in questi giorni la pista di Rignano Flaminio (Roma), riaperta tre anni fa (circa) dopo una lunga pausa (15/20 anni circa), rischia di chiudere per problemi di convivenza con alcune vicine abitazioni. Chi se ne sta occupando ? Ma soprattutto, appaltando la gestione del mondiale le Federazioni dovrebbero avere più tempo per Il grande impegno che Fmi ha speso nell'attività professionistica andrebbe spostato su le attività minori e sul miglioramento del settore in genere, al fine di ottenere un crescente interesse da parte di nuovi praticanti. Che vi ricordo in questo nostro sport sono la linfa vitale. Se ancora ce ne fosse bisogno torno a spiegarmi meglio con un esempio fatto di alcune domande e una conclusione: Chi è il lettore della sua rivista, "Motocross" ? Quanti sono ? Mi permetta ma credo che 100% dei lettori siano sempre loro (noi): gli appassionati, gli stessi che trova ad una gara mondiale, gli stessi che comprano moto, caschi, accessori che si tesserano Fmi……..insomma i soliti che tirano fuori i soldi. Varie ed eventuali: Dorna, FIM/FMI, e Organizzatori si sono mai soffermati su questi ed altri aspetti prima di muoversi in termini commerciali ? Conoscono l'attuale reale ritorno economico di questo sport ? Ma soprattutto hanno idea del suo effettivo potenziale ? Io non credo, e se mi segue cerco di spiegarmi. Già anni fa per ogni singola manifestazione mondiale (125, 250, 500) si registrava una affluenza di pubblico tra le 3 mila e le 4 mila unità massimo, e come già scrittole anni fa si tratta al 90% di tutti appassionati praticanti o diretti interessati. Ora partendo da questo dato, quale folle ha potuto pensare che unendo le classi l'affluenza sarebbe stata equivalente al totale delle tre cilindrate? Non è venuto in mente a nessuno che il 80/90 % del pubblico presente alla prova 125 era lo stesso della 500 e della 250 (per quanto volete girare e rigirare questo ambiente, i numeri degli spettatori/appassionati sono sempre gli stessi). A mio avviso, in questo momento storico, il raggruppamento delle tre prove in una unica ha generato una perdita a dir poco del 50%. Tagliando via due manifestazioni su tre si sono ridotte di 2/3 le possibilità di guadagno totale. Quanti sono i team (quindi gli investitori) che sono rimasti fuori dagli schieramenti (per il 2003 sarà ancor peggio) ? Quanti circuiti sono stati tagliati fuori con imposizioni tecniche discutibili ? Quanto pubblico si è perso riducendo la possibilità di assistere ad una sola manifestazione invece di 3 ?Quanto pubblico si è perso portando i biglietti di ingresso a prezzi esorbitanti ? Riallacciandomi a quanto scrittole da numerosi appassionati successivamente alla prova Mondiale italiana, mi soffermo sul caro prezzo del biglietto d'ingresso dell'ultimo GP di Italia. Non è la prima volta che succede. Il nascondere il costo d'ingresso denota come almeno in fase di definizione prezzo qualcuno riesca a fare due conti.... e fatta la terribile scoperta ecco la legnata. Se si ricorda bene già a Montevarchi del 1997 (doppio mondiale 125/250) i prezzi dei biglietti d'ingresso erano stati tenuti "segreti", e arrivati alla biglietteria la sorpresa fu di 80.000 delle vecchie lire. Sempre a Castiglione del Lago in una edizione dell'Europeo 250 (1995/1996 non ricordo bene) gli organizzatori promisero, in collaborazione con Motocross, una riduzione del prezzo del biglietto a tutti coloro si fossero presentati con il tagliando sconto pubblicato su un nr. della vostra rivista, io mi presentai all'ingresso suscitando grasse risate e pagando prezzo pieno, si ricorda ? Inoltre sono anni che provo ad avere sconti come tesserato FMI, ma le risate sono sempre più grasse (ultimo es. Assoluti/Malagrotta 2002). Qui si riallaccia il mio punto fatto su FMI. A conferma di come atteggiamenti del genere siano deleteri, prima di Montevarchi '97 andavo a vedere le gare sempre con la mia ragazza poi mia moglie e avvolte con amici incuriositi ma non appassionati, dopo la sorpresa di Montevarchi, mia moglie resta a casa e io non ho più il coraggio di invitare nessuno. Ora sforzatevi, e cercate di fare le due riflessioni più importanti?……….Vi aiuto. Non solo si è perso di certo uno spettatore su due (mia moglie), ma soprattutto si è perso uno spettatore non appassionato, uno spettatore di quelli che tanto si sta cercando di attirare, di quelli che nel calcio o nella F1 o nella Motogp fa numero, che suscita interesse negli sponsor extra settore e nelle TV. Le 80.000 lire si sono sommate, ai mille problemi mai risolti e che non rendono il motocross spettacolo "comodo", appetibile al non appassionato e hanno avuto la meglio. Io che amo il motocross digerisco polvere, pioggia, scomodità e distanze avvolte assurde. Ma per chi non ha la mia e nostra mentalità, tutti questi e tanti altri fattori diventano "scomodità", fattori di rinuncia a favore di una buona giornata al mare o altrove. Rivada a leggere quanto scrittole anni fa. Da allora l'unica cosa che si è riusciti a fare è pavimentare i box ?!?#! Per poi farci pagare 15/20 euro per andare a sbirciare le moto dei piloti (era così già l'anno scorso). Un gestore dovrebbe, a mio avviso, non solo generare idee produttive, ma credo fortemente che dovrebbe anche monitorare costantemente tutta l'attività, osservare a 360° tutto quello che succede anche esternamente al settore, dovrebbe essere attento alle mode, ai tempi che cambiano, alle nuove generazioni. Così come non dovrebbe mai sottovalutare eventuali crisi economiche, crisi che in uno sport molto caro come il nostro possono provocare gravi danni, non creda che stia vaneggiando. Nel estate del '92, comprai la mia prima moto e il negoziante che mi vide entrare sorrise incredulo perché dopo 7 mesi tornava a vendere una moto. Per chi non lo ricorda tra il '90 e il '92, ci sono state la Guerra del Golfo che a praticamente inchiodato tutto il settore del terziario (turismo, ristoranti, hotels, etc) e mani pulite, e in una situazione di crisi le prime spese tagliate sono quelle superflue…………. A mio avviso è evidente che ci sono molte cose da aggiustare e molte le idee nuove da introdurre. Mi creda di soluzioni a mio avviso ce ne sono, ma visto e considerato che non credo ci sia voglia e soprattutto interesse ad ascoltarle, evito di dare suggerimenti e idee a chi in realtà dovrebbe generarne. Mi dispiace ma credo sempre più che la strada che porta alla TV ai grossi sponsor (soldi) e alla notorietà del nostro meraviglioso sport non sia proprio quella attualmente intrapresa. Ma guardate cosa è successo con il Nazioni o con la prova in Russia. Dorna pur di intascare soldi grossi ha venduto manifestazioni importati se non importantissime come (Il Nazioni) al migliore offerente senza minimamente preoccuparsi del reale valore tecnico dell'organizzatore………..un atteggiamento simile voi come lo chiamate ? Ci sono scelte e decisioni che possono essere giuste nella sostanza ma errate nella scelta del momento storico nel quale si vanno ad applicare, sbagliare i tempi vuol dire bruciare idee potenzialmente valide. Credo che si possa tornare alle trentamila persone che nei primi anni ottanta erano capaci di assistere ad una prova di mondiale 125 (vedi Montevarchi), ma bisognerebbe sacrificare qualche interesse economico immediato, investendo risorse per programmi con prospettive più lunghe. Forse le sembrerò folle o forse un inutile rompi palle....faccia lei non importa. In realtà sto chiedendo solo qualche chiarimento, sto cercando fatti che mi facciano dire che sto sbagliando e che è esattamente il contrario di quanto da me espresso. E mi creda sarei ben lieto che quanto qui rapidamente riportato sia smentito nella totalità, da fatti importanti.