Pensiero del 2004


................LA SAG(R)A CONTINUA


……….non so bene da dove iniziare, le idee e i pensieri che mi vengono sono talmente tanti che a fatica riesco a dargli un ordine, una priorità. Già, ordine e priorità! Sono questi i due concetti dove bisognerebbe legare tutta una analisi.

Beh che stia parlando di Motocross questo penso sia ormai chiaro a tutti (almeno a chi mi segue). Da questo anno il nostro sport dovrebbe vivere una “nuova” era gestionale per merito di Luongo e del nuovo accordo con Federmoto.

Non ci crederete ma è proprio questo che ha fatto rinascere in me la voglia di dare ancora più forza a vecchi e nuovi pensieri, vecchie e nuove considerazioni, analisi e idee.

Che l’argomento meriti una analisi molto più ampia, questo lo sottintendo ma evito di approfondire perché servirebbe tanto di quel tempo e una analisi così ampia che spero faranno, o meglio spero abbiano già fatto chi ne gestirà l’attività. Concentrare l’attenzione su tutti gli aspetti che compongono il pacchetto, analizzarne le criticità e i vantaggi cercando di capire dove si sta sbagliando e dove si è invece a buon punto. Individuare il contesto temporale e gli aspetti esterni che possono influenzare gli andamenti dell’attività stessa. Individuare la concorrenza, tenerla in evidenza analizzandone le scelte e individuandone eventualmente punti deboli. Tutte considerazioni ed analisi che spero non siano state sottointese.

Ma è il minimo che un imprenditore di un certo livello dovrebbe fare….

Ma partiamo dall’inizio…basandomi su quanto espresso nell’intervista a Luongo sul nr. di Motocross di Aprile ecco come la vedo (rispetto al passato non è cambiato molto…anzi).

Non analizzo le scelte commerciali di Luongo che in termini puramente pratici e di investimento ha sicuramente fatto un ottimo business (vedi Dorna).
Quello che mi fa nascere delle perplessità è l’obbiettivo che si vuole raggiungere e il metodo. In sostanza mi sembra che si stia cercando di arrivare allo stesso risultato prefissato da Dorna ma cercando percorsi differenti.
Si persevera nell’idea di portare il Mondiale Cross allo stesso livello della MOTOGP o di un evento alla F1, uno solo mondiale con pochi ma buoni Team e Piloti. Questa volontà si basa sull’idea di poter ottimizzare le risorse economiche accentrandole in pochi eletti che si troveranno ad avere grosse risorse da proiettare nella stagione mondiale.
Questo obbiettivo è composto (secondo me) da due importanti componenti, una commerciale e una meramente sportiva. Due componenti che da questo obbiettivo ne dovrebbero trarre vantaggi o svantaggi, questo dipenderà dalle analisi e dal piano lavoro che Luongo e Fedemoto si sono prefissati.

Beh ad oggi per quello che si sta delineando all’orizzonte e come avevo già espresso, nutro “qualche” perplessità sulla bontà dell’azione nel suo globale. Perplessità che nascono fondamentalmente dalla sensazione che non ci si è ben resi conto che le due componenti nel nostro sport sono strettamente collegate. In un sunto estremo credo di poter dire con facilità che un Mondiale di Motocross ha logica di esistere solo grazie alla presenza dei tantissimi appassionati, così come non è vero il contrario: senza il Mondiale Cross, lo sport vivrebbe comunque. Come scrivevo tempo fa il Mondiale o qualsiasi attività professionistica nel nostro ambiente è l’espressione ultima e massima di tutto l’ambiente. Per questo non può essere paragonato al MOTOGP o alla F1. Noi (inteso il fuoristrada a due ruote nel globale) siamo l’unico settore motoristico che vive della vendita dei propri specifici prodotti. F1 e MOTOGP sono in realtà una proiezione subliminale di due settori commerciali ben lontani. Nessuno di noi compra una FIAT pensando di dover fare un GP, mentre tutti noi compriamo una moto da fuoristrada per il suo naturale utilizzo. Concetto più volte sottolineato

Prima parlavo di ordine e priorità, sì perché dal mio punto di vista ci sono parecchi aspetti che hanno una medesima priorità ed un medesimo ordine, e il lasciare in dietro anche solo un dettaglio potrebbe vanificare tutto lo sforzo. In sostanza non si può pensare al Mondiale di Motocross senza considerare tutti gli aspetti di questo ambiente, a partire dai livelli più bassi fino ad arrivare ai più alti.

Ma ripeto cerchiamo di andare con ordine.

Ci sono tante considerazioni, ma voglio partire da quelle più evidenti già percorse anche da Luongo nell’intervista.

Le migliorie apportate sono atte ad arginare alcuni problemi: 1) La concorrenza dell’ambiente USA, che garantendo migliori ingaggi, sta impoverendo il livello tecnico del motocross Europeo.
2) La difficile gestione e presenza di Team non in grado di sostenere gli impegni economici con piloti.
3) L’ottimizzare le risorse economiche del settore dando spazio cioè a pochi team che poi dovrebbero ripartire professionalmente le risorse verso i piloti, meccanici e quanto altro.
4) Coinvolgere direttamente le case motoristiche spingendole ad investire in modo più cospicuo sul mondiale, quale importate punto di sviluppo e strumento di pianificazioni di future strategie commerciali. Che tradotto significa: vuoi imporre questo nuovo tipo di motorizzazione o altro, non problema io mi presto a finché il tuo progetto appaia il più valido possibile.

Rispetto a Dorna la situazione non cambia poi di molto. Dorna puntava ad una data unica (diminuire l'offerta in relazione alla domanda) e così facendo costringeva i gestori ad aumentare la posta in gioco (con gli effetti che tutti conosciamo), oggi non solo si mira ad avere solo una gara Mondiale ma solo per pochi eletti coinvolgendo nel meccanismo non solo gli organizzatori ma anche piloti, team, sponsor e altro. Si percorre una strada più soft, lasciando cioè ancora vivi il Mondiali MX2 e MX3 magari affiancandoli all’Europeo, ma l’obbiettivo finale è lo stesso.
I pochi che avranno l’accesso al mondiale dovrebbero essere gli unici ad attingere ad una più ampia risorsa economica che comunque dovrà essere ridistribuita verso l'organizzatore.
Una prima domanda mi nasce immediata: chi e su quale base verrà stilata la lista di ingresso di questa elite di teams ? Sarà realmente una selezione professionale e sportiva o solo una analisi economica? Rischiando che sia della serie (come in F1): “c’hai i soldi, allora corri”. Questo sarebbe a mio avviso terribile, si snaturerebbe l’essenza di questo ambiente, l’essenza di uno sport.
I piloti con la maggiore forza economica avrebbero privilegio di partecipazione anche su chi potenzialmente è più forte ma meno dotato dal punto di vista economico.

.....E qui mi dispiace ma non sono d'accordo con chi sostiene che:" lo sport inizia e termina con la gara, tutto il resto è business". Perché secondo me, una scorretta gestione del "business" danneggia lo sport. Cosa che sta già succedendo in altri ambienti (vedi calcio), e che nel nostro è ancora più delicato. Ma… non so…..forse sono io, ma non riesco a comprendere come tutto questo possa migliorare la situazione sia dell’evento mondiale che la situazione globale del motocross. Perseverando nello scindere gli eventi come se si parlasse di due diversi sport, si approda solo ad una certezza: il motocross è un evento che sta perdendo di interesse, tradotto in termini commerciali genera pochi soldi.

Le domande da porsi sono tante, ma ce né una su tutte, una che genera le altre: Perché il motocross rispetto al suo passato non suscita più grande interesse ? (ricordo per chi non era ancora nato che esiste uno storico ben differente).

Si, perché da questa semplice domanda si generano tutti i problemi (sempre se effettivamente ci siano ancora). Problemi che sono ormai in un circolo vizioso che necessita di essere interrotto.

Fino alla fine degli anni novanta la situazione era ben differente e capitava di poter assistere ad eventi mondiali con presenze che sfioravano le 20.000 presenze (vedi GP d’Italia 1984…se ricordo bene), i Mondiali bene o male passavano in TV, anche gare meno importati trovavano pubblico e spazio in televisione.

Perché un cambiamento così radicale?

Perché è questo disinteresse che ha dato inizio ad un generale deperimento della forza economica che il motocross era in grado di generare. Gli sponsor extra settore sono quasi scomparsi, gli stessi sponsor di settore non hanno più molta forza da immettere nell’ambiente, e fondamentalmente le case motoristiche non credono più nel messaggio commerciale di questo sport.

Perché il problema è tutto qui: mancano i soldi

Ma mi sapete dire quale sponsor extra settore (e non) investirebbe tanto per uno spettacolo con poco più di 3.000 persone, e che inoltre non va in TV ?

Sapete come la penso ?

Penso che il settore sia in netto miglioramento ma che si continui ad utilizzare male il suo potenziale. Credo che se è vero che nei primi anni novanta la crisi è stata generata dall’improvvisa diminuzione dei praticanti, è anche vero che ad oggi un regionale è tornato a vedere un 200 partecipanti.
Credo che se ad una prova di mondiale non si riesca più a fare il pienone, il motivo va ricercato nella discutibile gestione dell’evento in se, e di quanto mal gestito nel recente passato quando sono stati chiesti 50,00 Euro per persona, nascondendo volutamente questo “dettaglio” in tutta la fase di promozione, credo che la pessima gestione dei diritti televisivi ha tolto al motocross quel poco spazio televisivo che andrebbe utilizzato per la promozione dello sport, e quale valore aggiunto per gli sponsor che investono. In questa fase bisognerebbe ammiccare alla TV senza pretese economiche immediate, concedere i diritti senza compenso.
In Tv vedi passare eventi di sport sicuramente meno popolari ma che trovando spazio televisivo riescono ad attirare gli sponsor. Sport spettacolari che riescono a completare gratuitamente il palinsesto di emittenti più o importanti, con una contropartita importante: la visibilità.

Credo che si siano già persi importanti opportunità per la promozione di questo sport, come quando si sarebbe dovuto premere sull’acceleratore della promozione utilizzando il particolare favorevole periodo agonistico vissuto tra il 1998 e il 2000.

Penso che la strada da percorrere è quelle che parte da una rigenerazione e miglioramento di tutta l’attività amatoriale. Rendendo lo sport il più semplice, economico e compatibile con i tempi attuali e le nuove generazioni. Cercare di eliminare tutti gli elementi di disturbo che rendono questo sport troppo esclusivo. In parole semplici: bisogna far crescere il mercato. Discorso già affrontato da me in precedenza e che evito di ripetere.

Credo che tutto l’ambiente stia perdendo di riferimento la base di tutto e cioè il praticante, e non riesco a comprendere come non sia così evidente che senza il praticante il motocross sia sportivamente che economicamente non può esistere.
Non riesco a capire come si possa perseverare nel voler strozzare economicamente quel poco di appassionati senza pensare che questo porterà solo ad una ulteriore diminuzione della domanda.
Esempio su tutti: le moto 4T. Belle, facili e più adatte ad una utenza media. Ma con il grossissimo peso dell’eccessivo costo di acquisto, e di gestione etc.,…ma, salvo radicali cambiamenti, sono convinto che il mercato farà il suo dovere.
Già qualcosa si sta muovendo, le 4t usate faticano ad essere rivendute e molti piloti e team stanno tornando sui propri passi. Non sono solo io a sostenerlo, ma gente come Mitch Payton (Pro Cuircuit), pur sostenendo la validità del prodotto, non nasconde le perplessità dei costi di una 4t così come mette in dubbio il confronto 2t/4t specialmente nella cilindrate piccole, dove attualmente servirebbe una differente regolamentazione ad oggi evidentemente troppo a favore del 4t.

Credo nella diversificazione dell’offerta, strada peraltro già intrapresa da anni negli USA, dove esiste un evento costruito per portare il Motocross dove c’è pubblico chiamato SuperCross, un evento per gli appassionati “National”, e un mondo di eventi collaterali: Arenacross, campionati 4t, etc

Credo che investire nel mondiale, nell’attuale stato di cose, non sia più il miglior modo di far crescere il mercato e vedere più moto, caschi, accessori etc. o aumentare il numero di appassionati: sono loro che poi comprano il tutto.

Credo che l'evoluzione dei vari settori commerciali difficilmente riporterà le case costruttrici ad investire in modo ufficiale nelle manifestazioni crossistiche, specialmente in Europa dove il mercato è debole. Questo anche e soprattutto perché nel passato lo sport motoristico era mezzo di divulgazione di tutta la produzione (fuoristrada e non), mentre oggi è diventato un mezzo di divulgazione dedicato alla vendita nel mezzo specifico. Credo che per attingere a sponsorizzazioni extra settore sia necessario linkare il nostro sport ad altri sport che per natura e spirito sono vicini al nostro. Cosa che in molte case produttrici hanno già capito e attuato. Sfruttando quindi anche il traino che altre attività possono generare.
In America ma anche in Europa, spesso collateralmente ad eventi di altri sport troviamo gare di Mx o collateralmente a gare di Mx trovi altri eventi tipo BMX/MTB e altro.
Due esempi su tutti, il premio per una torneo di border cross è stata una YZ, in una tappa del tour mondiale di surf, la sera i surfisti sono stati coinvolti in una serata crossistica.

Credo ..........Credo che prima di doversi litigare la torta, la torta vada preparata e messa sul tavolo. Ora ci si litiga per le briciole………dopo non ci saranno neanche più queste.