
Compagno di mille avventure, mio grande amico e punto di riferimento.
Non me ne vogliano gli altri. Ma era senza ombra di dubbio
il più americano di tutti, sia nella tecnica che nella potenza e metodologia
di allenamento. Un solo titolo al suo attivo, questo dovuto solo alle mille
problematiche che ha dovuto affrontare nel corso della sua mitica carriera sportiva.
Una maggiore serenità gli avrebbe portato sicuramente grandi soddisfazioni.
Fuori dalla pista era matto come un cavallo, ma in pista era capace di tirar fuori gesti atletici unici.
Mal visto dagli uomini della Federazione, questo dovuto al suo carattere che poco si prestava al servilismo che all'epoca in FCI avrebbero preteso. Fu più volte preso di mira,
in una gara a Creazzo venne (ed io con lui)
insultato dallo speaker perchè sostava (sostavamo) in un area non accessibile, con noi c'erano praticamente tutto
il team Silver Star, ma solo lui venne preso di mira. Si scatenò una quasi rissa e lo speaker
rischio il volo dalla sua postazione. Risultato 45 giorni di squalifica e l'addio alle gare.
Nella finale di una prava di campionato italiano a Perugia, in tutte e tre le manche della finale
siamo riusciti a partire in testa, e in tutte e tre a rovinare tutto.
Per ben due volte, lui è caduto nello stesso punto e io lo ho centrato in pieno tutte e due
le volte.
Ma la cosa più bella erano le grasse risate che subito dopo ci siamo fatti.
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