Roberto "The Mad" Da Costa



Compagno di mille avventure, mio grande amico e punto di riferimento. Non me ne vogliano gli altri. Ma era senza ombra di dubbio il più americano di tutti, sia nella tecnica che nella potenza e metodologia di allenamento. Un solo titolo al suo attivo, questo dovuto solo alle mille problematiche che ha dovuto affrontare nel corso della sua mitica carriera sportiva. Una maggiore serenità gli avrebbe portato sicuramente grandi soddisfazioni. Fuori dalla pista era matto come un cavallo, ma in pista era capace di tirar fuori gesti atletici unici. Mal visto dagli uomini della Federazione, questo dovuto al suo carattere che poco si prestava al servilismo che all'epoca in FCI avrebbero preteso. Fu più volte preso di mira, in una gara a Creazzo venne (ed io con lui) insultato dallo speaker perchè sostava (sostavamo) in un area non accessibile, con noi c'erano praticamente tutto il team Silver Star, ma solo lui venne preso di mira. Si scatenò una quasi rissa e lo speaker rischio il volo dalla sua postazione. Risultato 45 giorni di squalifica e l'addio alle gare.

Nella finale di una prava di campionato italiano a Perugia, in tutte e tre le manche della finale siamo riusciti a partire in testa, e in tutte e tre a rovinare tutto. Per ben due volte, lui è caduto nello stesso punto e io lo ho centrato in pieno tutte e due le volte.
Ma la cosa più bella erano le grasse risate che subito dopo ci siamo fatti.


Foto 1 (Forlì, il weekend della consacrazione) - Foto 2 (Riccione, con la tabella nr. 1) - Foto 3 (Roma, in uno degli ultimi allenamenti insieme)

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