Mauro "Only bones" Marica



Beh, questo sono io e nel giudicarmi potrei non essere onesto.
Ma credo di poter dire senza troppa presunzione di avere avuto una buona tecnica, e un certo senso per il saltare (poco utile in gara, ma essenziale per l'animo), rapido ma poco potente il che all'epoca, con le piste che avevamo, era un grosso handicap.
La poca abitudine alla gara mi faceva spesso regredire ad un livello lontano da quello che normalmente ero in grado di dare in allenamento.
Ma mi sono comunque divertito e avuto le mie giornate di gloria, vincendo qualche gara e un campionato regionale.
Per vanto amo ricordare due episodi. Il primo legato ad una prova di campionato italiano a Creazzo, dove durante le prove diversi riders si fermarono ad osservare il passaggio sul primo salto del sottoscritto e di Da Costa, che nelle prove libere spesso ci piaceva provare insieme. Roberto spesso mi "riproverava" una enorme fantasia nell'interpretare la pista e quando eravamo in palla allora era show
Il secondo legato alla mia ultima finale ad Imola (1989), dove il gestore della pista mi chiese di fargli rivedere il mio passaggio sul primo salto, ma in modo particolare sul mega doppione nel terzo rettilineo. Dove tutti tentavano il salto (poco redditizio) o una copia priva di tecnica (viste le enormi dimensioni della prima gobba), io lo passavo copiandolo tutto sulla ruota posteriore, velocissimo anche pił di chi salava......(vanitoso!!).



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